17 novembre 2018
Aggiornato 22:30

Fascino, timore e la Prima Guerra Mondiale: la storia della «Casa dei Draghi» di corso Francia

Una meravigliosa combinazione di stile neogotico e liberty. Una facciata imponente in cui a dominare è il drago: la storia della Casa della Vittoria di corso Francia
Fascino, timore e la Prima Guerra Mondiale: la storia della «Casa dei Draghi» di corso Francia
Fascino, timore e la Prima Guerra Mondiale: la storia della «Casa dei Draghi» di corso Francia (Diario di Torino)

TORINO - A qualcuno ricorda Game of Thrones, ad altri incute timore. La «Casa dei Draghi», il cui vero nome è il realtà Palazzo della Vittoria, è senza dubbio una delle case più belle, particolari e affascinanti di Torino. Impossibile non rimanere senza parole davanti alla facciata di un palazzo ispirato a più stili: quello neogotico e quello liberty. La «Casa dei Draghi» si trova in corso Francia, all’altezza del civico 23, tra le fermate della metropolitana Bernini e Principi d’Acaja.

LA CASA DEI DRAGHI, LA STORIA - Il quartiere è Cit Turin. Poco distante vi sono altri edifici meravigliosi e caratteristici di Torino, come Casa Fenoglio Lafleur e Villino Raby. Nonostante la concorrenza, è però impossibile rimanere indifferenti a un edificio così particolare. La casa è stata costruita nel 1920, quindi ha quasi 100 anni. Il nome vero e proprio, Casa della Vittoria, gli è stato attribuito da Giovanbattista Carrera per celebrare la vittoria della Prima Guerra mondiale. Se, come detto, lo stile gotico è presente e riconoscibile nell’atrio interno, nelle balaustre dei balconi e nella torre che troneggia sulla casa, le vetrate richiamano lo stile liberty più visibile nella vicina casa Fenoglio Lafleur.

LA CASA DEI DRAGHI, I DETTAGLI - I passanti però, inutile negarlo, rimangono senza fiato davanti ai due draghi alati che si trovano ai lati dell’impnente portone di ingresso. Le decorazioni allegoriche hanno dato il nome a questa casa, diventata per tutti la Casa dei Draghi. Non sono gli unici due draghi presenti, anzi: altre rappresentazioni più piccole sono visibili negli angoli più nascosti del palazzo. Il motivo per cui il drago viene ripreso così tante volte è presto detto: il drago trasmette un senso di forza, imponenza e potenza. La stessa sensazione che Giovanbattista Carrera ha voluto trasmettere nella costruzione della casa. Non bisogna quindi stupirsi se al centro del portone vi è proprio lo stemma della famiglia Carrera. Oggi l’edificio, uno dei più particolari di Torino, è regolarmente abitato.