12 novembre 2018
Aggiornato 23:00

I vigili bocciano la sindaca: 3 in pagella per Appendino dagli agenti della polizia municipale

Bocciatura senza possibilità di appello anche per il comandante Bezzon, l’assessore Finardi e i sindacati: cresce il malcontento tra gli agenti della polizia municipale
I vigili bocciano la sindaca: 3 in pagella per Appendino dagli agenti della polizia municipale
I vigili bocciano la sindaca: 3 in pagella per Appendino dagli agenti della polizia municipale (ANSA)

TORINO - Bocciata, senza possibilità d’appello. Amara sorpresa per Chiara Appendino: la sindaca si è ritrovata un «3» nella pagella (2,97 per la precisione) redatta dai 470 agenti della polizia municipale che hanno partecipato al sondaggio che ha visto coinvolti il 26,1% dei 1800 civich sparsi sul territorio torinese. Il voto è impietoso, vista la normale scala da 1 a 10, e fotografa alla perfezione un crescente malcontento nel corpo di polizia municipale di Torino. Attenzione a puntare il dito contro Chiara Appendino, i vigili in realtà ce l’hanno con tutti: Emiliano Bezzon, comandante da meno di un anno, si becca un «3,6». Bocciati anche i dirigenti e l’assessore Finardi, entrambi sotto il «3». Il voto più alto è un «4» e va alle posizioni organizzative del Comune. 

GRIPPO: «VIGILI NEMICI PERCHE’ IL COMUNE VUOL FAR CASSA» - Uno dei motivi principali del malcontento è senza dubbio l’organico ormai carente dal punto di vista numerico, così come la strumentazione in dotazione agli agenti e le divise. Non mancano poi le lamentele sullo stipendio, sull’età pensionistica e sulla gestione dei Tso. Insomma, tantissime ragioni che non possono non stimolare urgenti riflessioni. Maria Grazia Grippo, consigliera del Partito Democratico, commenta così le pagelle dei civich: «Una pessima pagella dunque che però non sorprende. Infatti non poteva essere altrimenti: le scelte dell'amministrazione Appendino hanno guastato i rapporti tra i vigili e i torinesi, con i primi diventati «nemici» quotidiani perché costretti ad aumentare le sanzioni perché il Comune ha necessità di far cassa».