21 novembre 2018
Aggiornato 09:00

Rider in protesta vandalizzano un coworking: succede tutto sotto gli occhi della polizia municipale

Vernice contro la sede del Grand Office, uno spazio coworking «colpevole» di ospitare Glovo. In passato era stata presa di mira la sede di Foodora: i danni li paga chi non c’entra nulla
Rider in protesta vandalizzano un coworking: succede tutto sotto gli occhi dei vigili
Rider in protesta vandalizzano un coworking: succede tutto sotto gli occhi dei vigili (Diario di Torino)

TORINO - Era annunciata, scortata, eppure è riuscita comunque a colpire persone innocenti. La protesta dei rider torinesi, partiti da piazza Statuto nella giornata di ieri, è presto sfociata in atti di vandalismo che hanno colpito realtà che poco o niente hanno a che vedere con quella protesta, se non nulla: i coworking che ospitano le varie aziende di consegna a domicilio.

CHI COLPISCE LA PROTESTA? - E’ successo tutto intorno alle 17:30, davanti agli occhi della polizia municipale che apriva e chiudeva il corteo di ciclisti: alcuni partecipanti hanno tirato vernice contro l’edificio scelto come sede da Glovo, Grand Office, in via Vassalli-Eandi 26. Altri hanno pensato bene di tirare dei fumogeni, nonostante a fianco vi sia un asilo con dei bambini. Nessuno è intervenuto. I manifestanti sono stati lasciati liberi di sfogare la propria rabbia. Un episodio che non stupisce: quando scoppiò la protesta contro Foodora, i fattorini in bicicletta si scagliarono contro l’allora sede dell’azienda, in via Allioni. Non è chiaro come mai la rabbia di chi legittimamente manifesta finisca ogni volta per riversarsi contro normalissime aziende che con la protesta non hanno alcun legame. Quel che è certo è che i danni vengono poi pagati dai vari coworking, ormai inermi e indifesi. Un clima intimidatorio patito anche dalle tante realtà che popolano i coworking, dai liberi professionisti agli avvocati, passando per ingegneri e programmatori. Gli stessi che la sera, a cena, potrebbero essere i destinatari del panino, della pizza o del crushi ordinato a domicilio e che quindi quel mercato lo alimentano. Un paradosso.