21 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Truffa da 600.000 euro all'Unione Europea, nei guai due agricoltori Torinesi

Hanno percepito contributi comunitari dichiarando di svolgere l’attività di allevamento e pascolo di bestiame nei territori dell’Alta Val di Susa, in particolare in quelli montani di Bardonecchia
Truffa all'Unione europea
Truffa all'Unione europea (ANSA)

TORINO - La guardia di finanza di Torino ha scoperto la truffa di due imprenditori agricoli, dediti all’allevamento di bestiame e residenti rispettivamente in alta Val di Susa e nel cuneese, ai danni dell'Unione Europea per un ammontare complessivo di 600mila euro.

Le due imprese agricole sopra citate per anni hanno percepito contributi comunitari dichiarando di svolgere l’attività di allevamento e pascolo di bestiame nei territori dell’Alta Val di Susa, in particolare in quelli montani di Bardonecchia. Gli inquirenti hanno invece dimostrato che gli allevatori avrebbero preso in affitto a prezzi vantaggiosi, centinaia di ettari in alpeggi di alta quota solamente per aumentare virtualmente la superficie agricola utilizzata dalle proprie aziende zootecniche e riscuotere, in tal modo, i premi riconosciuti dall’Unione Europea. In sostanza, le due aziende agricole non hanno mai sfruttato quei pascoli montani.

Nel corso delle indagini è anche emerso che per i premi richiesti sono stati indicati alcuni alpeggi di alta quota, risultati, dagli accertamenti svolti, inaccessibili perché situati in zone impervie o impraticabili per la fitta vegetazione. I due agricoltori hanno anche presentato, nel corso degli anni, documentazione mendace al fine di dimostrare sia la titolarità dei terreni sia l’attività svolta sul territorio montano, requisiti, questi, fondamentali per l’erogazione del contributo comunitario.

Per entrambi è scattata la denuncia e sanzioni per oltre 600mila euro. I due, inoltre, sono stati deferiti alla Procura regionale della Corte dei Conti per il danno erariale causato alla collettività nonché segnalati all’Azienda Regionale Piemontese per le Erogazioni in Agricoltura (ARPEA) che ha avviato, nei confronti degli stessi, la procedura di recupero delle somme percepite indebitamente, alle quali andranno ad aggiungersi sanzioni amministrative pari all’intero importo illecitamente ricevuto.