19 novembre 2018
Aggiornato 22:00

Per cinque anni si «dimentica» la dichiarazione dei redditi, evasi 8 milioni di euro

Un imprenditore si era messo in proprio sfruttando le conoscenze acquisite con un'azienda di cui era socio precedentemente. Per anni ha emesso fatture senza dichiararle. Ora rischia 6 anni di carcere
Denunciato evasore
Denunciato evasore ()

LANZO TORINESE - Per ridurre i costi aziendali, un imprenditore sessantenne socio di maggioranza di una società del settore dei rottami ha provato a mettersi in proprio e a fare soldi evadendo le tasse e "dimenticandosi" per cinque anni di presentare la dichiarazione dei redditi con ciò che lui fatturava. In questo modo l'uomo si è reso protagonista di un'evasione da almeno otto milioni di euro e, per non farsi scoprire, aveva aperto (e chiuso) nel corso degli anni 123 tra conti correnti, carte di credito e libretti di deposito su una ventina di banche ubicate un po' in tutto il Canavesano.

Dopo aver messo la società - quella di cui era socio - in liquidazione, il sessantenne ha sfruttato le conoscenze e usufruendo dell’intero bacino dei clienti della società non più operativa, ha continuato a lavorare autonomamente utilizzando, tra l’altro, i mezzi industriali intestati alla ditta oramai inesistente. L’ingegnoso meccanismo fraudolento è stato scoperto dalla guardia di finanza di Torino.

L’imprenditore, in sostanza, acquistava scarti di produzione da varie aziende, materiali ferrosi in particolare, che poi venivano ceduti ad altri operatori. Per questa sorta di mediazione, l’intermediario, che evadendo le tasse riusciva ovviamente a praticare prezzi concorrenziali, emetteva sì regolare fattura, ma poi si «dimenticava» di presentare le dichiarazione dei redditi. L'imponente giro d'affari è stato ricostruito esaminando i conti delle aziende che riacquistavano gli scarti. L'imprenditore, messo di fronte alle evidenze, ha consegnato spontaneamente tutte le fatture emesse nel corso degli ultimi 5 anni e non dichiarate al fisco.

Per il sessantenne è scattata la denuncia alla Procura delle Repubblica di Ivrea, per numerosi reati tributari, e ora rischia sino a 6 anni di reclusione.