12 novembre 2018
Aggiornato 22:30

Nasconde un fucile rubato in camera da letto: i carabinieri scoprono due arsenali

Il sospetto è che persone incensurate e insospettabili vengano pagate dai gruppi criminali per tenere le armi nascoste
Nasconde un fucile rubato in camera da letto: i carabinieri scoprono due arsenali
Nasconde un fucile rubato in camera da letto: i carabinieri scoprono due arsenali (Carabinieri)

TORINO - Fucili con puntatore laser, carabine modificate per aver più potenza di fuoco, giubbotti antiproiettili, munizioni di diverso calibro e fucili. Dei veri e propri arsenali sono stati scoperti dai carabinieri di Leinì. I proprietari? Persone incensurate e insospettabili, che probabilmente vengono pagati da grippi criminali per nascondere le armi.

I SEQUESTRI - Nell’ultimo periodo sono stati effettuati tre sequestri, l’ultimo a casa di un italiano di 53 anni residente a Usseglio. A casa sua, dietro il letto e nascosto in un sacco di juta, è stato trovato un fucile  automatico Browning cal 12, rubato pochi giorni fa in provincia di Torino, e 70 cartucce vario calibro e 6 serbatoi. Il primo a finire nei guai era stato un 47enne di Front Canavese, incensurato, che a casa custodiva 1 fucile derivato da moschetto artigianale, cal. 6,5 , con puntatore laser e calciolo pieghevole, privo di matricola, 2 fucili Mauser,  modello 98, cal. 8x57,  1 carabina Winchester,  alterata per potenziare le prestazioni, 5 serbatoi, 25 munizioni cal. 6,5 e 1 giubbotto  antiproiettile. Il secondo sequestro era stato effettuato ai danni di un 28enne di Barbania: le armi in questo caso erano finite tra le balle di fieno. i carabinieri hanno sequestrato un fucile calibro 12, una carabina calibro 4,5 ma modificata e 14 munizioni calibro 12.

INDAGINI IN CORSO - Le indagini, però, sono tutt'altro che finite. Sono tutt’ora in corso i dovuti accertamenti finalizzati all’identificazione di chi avesse materialmente la disponibilità delle armi (parliamo dei tre sequestri). Forse uno o più gruppi criminali specializzati in furti, rapine e truffe. Le armi sono state inviate al Ris di Parma per verificare se possano essere state utilizzate in passati o recenti episodi di cronaca.