17 novembre 2018
Aggiornato 22:30

Sabato l’onda dei torinesi scontenti invade piazza Castello: il programma dei «No Ztl»

A riunire le persone sotto il palazzo della Regione il gruppo «Sì, Torino va avanti». L’argomento più caldo è il Tav ma non è escluso che sul palco possa esserci spazio anche per le altre anime della protesta
Sabato l’onda dei torinesi scontenti invade piazza Castello: il programma dei «No Ztl»
Sabato l’onda dei torinesi scontenti invade piazza Castello: il programma dei «No Ztl» ()

TORINO - Il conto alla rovescia è iniziato: tra meno di 48 ore, Torino vedrà scendere in piazza migliaia di persone al grido di «Sì, Torino va avanti»: una manifestazione che vedrà riunirsi in piazza Castello, davanti al palazzo della Regione, più anime: dai Si Tav ai No Ztl, passando per i tanti comitati di quartiere. Sul banco degli imputati, sebbene il nome non appaia mai nel «registro degli indagati» l’amministrazione Appendino. Inutile nasconderlo, l’anima in grado di richiamare alla piazza più persone tra consiglieri, cittadini, architetti e industriali è il movimento «Si Tav». Sul palco allestito di fronte al Palazzo della Regione, l’argomento affrontato sarà soprattutto quello. 

I NO ZTL IN PIAZZA - Non vanno però dimenticati gli altri manifestanti, tra tutti il comitato «No Ztl prolungata a Torino». Il loro movimento e il malcontento da loro sollevato, si è rivelato e si rivelerà una bella gatta da pelare per la Giunta Appendino. Ecco perché, nonostante un intervento sul palco non sia ancora certo, il comitato «No Ztl prolungata a Torino» si unirà alla manifestazione. L’appuntamento per chi vuole aderire alla loro causa sarà in via Garibaldi 55, alle ore 09:50. Pochi minuti dopo, intorno alle 10:00, i «No Ztl» partiranno (con lo striscione arrotolato a causa di corteo negato) verso la piazza e si uniranno alla manifestazione, determinati a far valere le loro ragioni e a spiegare a tutti le ragioni della loro protesta. Torino si prepara quindi a una manifestazione che, nonostante voci differenti, mira a far pervenire alla sindaca Appendino un forte segnale di malcontento.