19 dicembre 2018
Aggiornato 00:30

Svaligiavano i bancomat con carte di credito «manomesse»: presa la banda degli Atm

Tantissimi i colpi messi a segno a Torino: nel mirino gli istituti bancari e le sale bingo, bottino di diverse migliaia di euro
Svaligiavano i bancomat con carte di credito «manomesse»: presa la banda degli Atm (immagine archivio)
Svaligiavano i bancomat con carte di credito «manomesse»: presa la banda degli Atm (immagine archivio) ()

TORINO - Un’indagine durata un anno, poi il lieto fine: la polizia postale è riuscita a individuare e arrestare la banda dei bancomat, un piccolo ma efficace sodalizio criminale formato da due cittadini rumeni che, grazie ad alcuni stratagemmi, svaligiavano gli sportelli bancomat utilizzando carte di credito intestate a prestanome. Il gruppo criminale è ancora in corso di identificazione: quel che è certo è che sfruttassero un bug negli sportelli Atm per prelevare soldi in maniera fraudolenta.

IL FURTO - Costoro, utilizzando delle carte di credito genuine intestate a diversi prestanome e preventivamente ricaricate, richiedevano l’erogazione del contante allo sportello automatico, ma riuscivano a prelevarlo senza che l’operazione venisse contabilizzata. La manomissione dello sportello di erogazione del denaro, in tal modo consentiva di acquisire le somme emesse dal bancomat, rimanendo in possesso di quelle presenti sulla ricaricabile. Tali somme, rimaste quindi disponibili sulle carte, poco dopo le operazioni fraudolente venivano subito «monetizzate» con prelievi presso altri Istituti bancari o presso sale scommesse Bingo al fine di eludere gli eventuali blocchi da parte delle stesse banche che avrebbero reso vana l’attività delittuosa. Il bottino incassato ammonta a diverse decine di migliaia di euro, cui si aggiungono i danni agli sportelli bancari automatici patiti dalle filiali prese di mira dei malviventi.

INDAGINI E ARRESTO - Le indagini della Polizia Postale di Torino, partite dalla visione di alcuni filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza degli istituti bancari, si sono sviluppate mettendo a fattor comune le numerosissime denunce presentate dagli istituti colpiti, in modo da poter comparare gli elementi raccolti, unitamente alla predisposizione di accurati servizi di osservazione e pedinamento, anche virtuale, protrattisi per settimane. La presenza presso i vari sportelli bancomat degli stessi individui ha consentito di individuare e circoscrivere i componenti del sodalizio criminale pur non conoscendone l’identità. Alla luce di quanto appurato gli investigatori della Polizia Postale hanno provveduto ad una analisi degli ATM attaccati anche attraverso una comparazione tra sportelli bancari. I risultati delle valutazioni eseguite hanno consentito di individuare la tipologia e la marca degli ATM più esposti che sono stati prontamente messi sotto osservazione. Questa è stata la mossa vincente che ha consentito di identificare i due arrestati che come gli investigatori sospettavano hanno preso di mira gli ATM sotto osservazione trasformando l’ipotesi in certezza dal momento che è stato possibile dare un nome e un volto agli autori dei fatti.