16 dicembre 2018
Aggiornato 14:00

Fermata auto con targa e documenti stranieri: spuntano 50 multe non pagate

Il conducente, un cittadino belga di 60 anni, ha provato in tutti i modi a convincere i vigili che fosse tutto in regola. Gli agenti però hanno smascherato la truffa
Fermata auto con targa e documenti stranieri: spuntano 50 multe non pagate
Fermata auto con targa e documenti stranieri: spuntano 50 multe non pagate (ANSA)

TORINO - Questa mattina, sabato 17 novembre, a Torino, in via Bologna all'altezza del civico 34, una pattuglia di motociclisti del Reparto Radiomobile della Polizia Municipale di Torino ha fermato un’autovettura Volkswagen Golf che esponeva una targa straniera apparentemente proveniente dalla Svezia o dall’Estonia (sfondo bianco e caratteri neri). Non era infatti stata applicata la sigla di nazionalità della targa. Alla richiesta dei documenti, il conducente, un cittadino belga di circa 60 anni, forniva tra l’altro la carta di circolazione, che risultava emessa in Belgio. Non essendovi coerenza fra le fattezze delle targhe esposte e quelle emesse in Belgio, gli Agenti chiedevano al conducente ragione di quelle targhe. 

LA SCOPERTA - L’uomo tentava di convincerli della regolarità di quanto esposto, ma questi, particolarmente esperti nel controllo dei documenti stranieri, pressavano il belga fino a fargli ammettere che le targhe originali (caratteri rossi su fondo bianco) erano conservate all’interno dell’autovettura. Risultando evidente che il comportamento tenuto dal conducente del veicolo fermato aveva lo scopo di rendere non identificabile la provenienza dell’autovettura, si procedeva ad un controllo sul terminale dell’ufficio verbali del Corpo da cui emergevano una cinquantina di contravvenzioni per le quali non era stato possibile inviare la notifica all’estero. Inoltre emergeva che l’uomo aveva debiti per circa 3500 euro nei confronti della Soris a seguito di tasse di vario tipo mai pagate. Per questa ragione personale dell’Ufficio Verbali del Corpo provvedeva a recarsi sul posto per notificare finalmente le sanzioni al debitore. Le targhe esposte venivano poste sotto sequestro giudiziario e l’uomo denunciato alla Procura di Torino a causa della loro falsità.