16 dicembre 2018
Aggiornato 14:30

Piazza Baldissera, Lapietra annuncia: «Corso Venezia non rimarrà chiuso a lungo. Sul sottopasso… »

L’assessore non è contraria a prescindere al sottopasso, ma precisa: «Sarebbe pronto tra dieci anni, l’emergenza è ora. Se mi danno 35 milioni non li spreco e li destino al trasporto rapido di massa…»
Piazza Baldissera, Lapietra annuncia: «Corso Venezia non rimarrà chiuso a lungo. Sul sottopasso… »
Piazza Baldissera, Lapietra annuncia: «Corso Venezia non rimarrà chiuso a lungo. Sul sottopasso… » (Diario di Torino)

TORINO - «Massima fiducia nell’assessore Lapietra. Non si preoccupi ex assessore Lubatti: ripareremo anche questo ennesimo danno ereditato da voi». Chiara Appendino non usa mezzi termini per difendere l’assessore Lapietra e le decisioni prese per mettere una pezza sul caos di piazza Baldissera. Nonostante non vi siano stati più ingorghi, corso Venezia chiuso rimane una ferita aperta ma la sindaca non ci sta a vedere sminuito il lavoro del suo assessore alla Viabilità e punta il dito contro l’ex assessore, Claudio Lubatti, reo secondo Appendino di aver lasciato in eredità un progetto fallimentare.

DIMISSIONI DI LAPIETRA? PARLA APPENDINO - Lapietra rimarrà al suo posto dunque, a meno che sia lo stesso assessore a fare un passo indietro. Eventualità che peraltro Lapietra aveva già rispedito al mittente nelle ore successivo all’ingorgo. Gli sforzi dell’assessore sono ora concentrati a risolvere una situazione che, volente o nolente, l’amministrazione ha davvero ereditato. Perché piazza Baldissera è stata inaugurata sotto l’amministrazione Fassino, non va dimenticato. E’ altrettanto vero che in due anni e mezzo, è difficile parlare di «situazioni improvvise» ed emergenziali. Tutto era facilmente prevedibile, soprattutto dopo la chiusura di corso Grosseto. Quel che è certo è che Lapietra, da oggi al termine del suo mandato da assessore, avrà una bella gatta da pelare: la viabilità nella zona Nord Ovest di Torino.

SOTTOPASSO SI O SOTTOPASSO NO? - Gira e rigira si torna sempre alla stessa domanda: al di là della paternità degli errori, quali sono le soluzioni? Il sottopasso si farà si o no? L’assessore non si dichiara a prescindere contro il sottopasso, ma almeno in questa fase non lo ritiene utile. Il motivo è doppio. Le tempistiche: tra bando, progetto preliminare, progetto definitivo e lavori il sottopasso sarebbe pronto tra una decina d’anni. Torino, nel 2028 riavrà sia la stazione Dora che una nuova viabilità in corso Grosseto e si presume che il traffico si sposti nuovamente da piazza Baldissera. Perché quindi, secondo Lapietra, investire 35 milioni di euro oggi, per non risolvere un’emergenza attuale con un progetto destinato a vedere la luce solo domani? Il secondo motivo è di pura ragione politica: la visione di Lapietra e della Giunta Appendino è ben diversa. A spiegarlo è lei stessa: «Se avessi 35 milioni di euro dal Ministero, cosa difficile, li investirei comunque al trasporto rapido di massa, non sul sottopasso di piazza Baldissera». Infine un commento sulla petizione che chiede di allargare la rotonda di una corsia, restringendo quindi la parte in erba centrale: «E’ una follia strutturale». Parole che, di fatto, mettono il punto finale sulle richieste dei cittadini. Almeno per il momento.