17 dicembre 2018
Aggiornato 14:00

Preso il ladro dei bar del centro: da Plattì al Vej Bicerin, tanti i colpi effettuati

Negli ultimi mesi era riuscito a portar via 21.000 euro in denaro contante e 5000 euro in buoni pasto: a incastrarlo un tatuaggio sul collo
Preso il ladro dei bar del centro: da Plattì al Vej Bicerin, tanti i colpi effettuati
Preso il ladro dei bar del centro: da Plattì al Vej Bicerin, tanti i colpi effettuati (Questura)

TORINO - Furto aggravato e tentato furto aggravato. Sono queste le accuse che pendono sul capo di V.A., classe 1976, rapinatore «incubo» dei bar del centro cittadino: nell’ultimo periodo, il 39enne ha messo a segno diversi colpi in bar e ristoranti del centro città. Dopo indagini approfondite, il ladro è stato individuato e arrestato dagli agenti del Commissariato Centro.

COME AGIVA IL LADRO - Gli investigatori, sulle tracce dell’uomo che aveva nottetempo fatto visita al Plattì di corso Vittorio Emanuele II, al Vej Bicerin di via Carlo Alberto 27, al KOI di via Conte Secondo Frola, al Pastarell di corso Vittorio Emanuele, riuscendo a portar via un bottino consistente in circa 21000 € di denaro contante e 5000 di buoni pasto, utilizzava sempre la stessa tecnica. Si spostava per le vie cittadine a bordo di uno scooter, indossando un casco nero, e una volta giunto nel luogo prescelto si avvicinava alle serrande del locale, chiuse regolarmente, forzandole con degli attrezzi da scasso. In un caso, l’Aducati aveva preliminarmente manomesso il lucchetto della serranda.  Una volta dentro, indossava dei guanti e con l’ausilio di una torcia razziava il denaro contante o i ticket restaurant. L’uomo, scarcerato dopo una detenzione per lo stesso tipo di reato solo nel mese di giugno 2018, e nei cui confronti era in corso la misura della sorveglianza speciale di P.S. per 2 anni, è stato individuato anche grazie a un tatuaggio  a forma di lettera S che ha sul lato destro del collo. Durante la perquisizione effettuata a casa sua, gli agenti hanno rinvenuto inoltre capi di abbigliamento indossati durante i furti, così come mostrato dalle immagini di videosorveglianza dei locali, nonché il casco ed il ciclomotore utilizzati per gli spostamenti prima e successivamente al reato, che è stato sottoposto a sequestro.