16 dicembre 2018
Aggiornato 14:30

Mattarella a Torino e centro off limits, la rabbia dei commercianti: «Una giornata di lavoro buttata»

Nonostante il presidente della Repubblica sia andato via da diverse ore, in una parte del centro cittadino i cartelli di divieto di sosta non sono mai stati rimossi
Centro off limits per Mattarella, la rabbia dei commercianti: «Una giornata di lavoro buttata»
Centro off limits per Mattarella, la rabbia dei commercianti: «Una giornata di lavoro buttata» (ANSA/Alberto De Reviziis)

TORINO - Il centro di Torino paralizzato per Sergio Mattarella. Sono le 17 inoltrate, il presidente della Repubblica ha lasciato il Polo del ‘900 da diverse ore, eppure per i residenti e commercianti della zona è come se non se ne fosse mai andato. Tra divieti di sosta, auto rimosse e bidoni chiusi con sacchetti a terra, nella zona compresa tra corso Valdocco, via del Carmine, via dei Quartieri e piazza Savoia sembra sia in vigore il coprifuoco. Un danno ingente per i titolari di un’attività, che abbandonati al deserto di un centro senza persone, vedono un’intera giornata di lavoro andare in fumo.

I DIVIETI NON TOLTI - Da due giorni infatti erano comparsi i cartelli di divieto di sosta, una misura precauzionale per la visita del presidente della Repubblica: vietato parcheggiare l’auto in quell’area e rimozione immediata dei veicoli non spostati. Eppure, rientrato l’allarme, i divieti sono ancora lì in strada, a scoraggiare la sosta dei possibili clienti dei negozi. Polizia, autorità e Sergio Mattarella sono ormai distanti chilometri, impegnati in altri servizi e appuntamenti ma quel quadrato del centro rimane off limits alle auto. C’è di più: anche i bidoni, appositamente svuotati e sigillati per l’occasione, rimangono chiusi con i sacchetti buttati a terra. Nessuno li ha raccolti e per i pochi pedoni sembra di camminare in una discarica a cielo aperto.

LA RABBIA DEI COMMERCIANTI - Forse la gestione poteva essere differente, più precisa, è il legittimo dubbio sollevato dai commercianti. Se la visita del presidente della Repubblica è senz’altro una nota positiva, quando la gestione dell’ordine pubblico presenta delle lacune, a farne le spese sono gli ultimi anelli della catena: commercianti e cittadini. Arrabbiato ma sibillino Alberto De Reviziis, presidente del Comitato No Ztl prolungata a Torino: «Una giornata di lavoro buttata, avrei potuto tenere chiuso. Non so se la cosa è per dolo, idiozia, incompetenza, disorganizzazione o menefreghismo, certo a vedere questo spettacolo, tornano in mente le parole e l'obbiettivo del consigliere Carretto «togliere le auto dalle strade»». Tra supposizioni e lamentele, la certezza è una sola: i divieti, alle 17:00 inoltrate, sono ancora lì e nessuno si è degnato di spostarli.