12 dicembre 2018
Aggiornato 20:00

Bel gesto della guardia di finanza: donati oltre 7.000 capi al Cottolengo

I vestiti sono quelli sottratti al "mercato del falso". Le Fiamme Gialle hanno chiesto l'autorizzazione al Tribunale di Torino che ha acconsentito. Altrimenti i capi sarebbero andati distrutti
Vestiti donati dalla guardia di finanza al Cottolengo
Vestiti donati dalla guardia di finanza al Cottolengo ()

TORINO - Iniziativa di solidarietà della guardia di Finanza di Torino nei confronti dei cittadini più bisognosi. I finanzieri hanno consegnato alla «Piccola Casa della Divina Provvidenza», più nota con il nome di Cottolengo, oltre 7.000 capi di abbigliamento sottratti al mercato della contraffazione nel corso di una recente operazione.

Le Fiamme Gialle, considerato che l’enorme quantitativo di materiale sarebbe andato distrutto, hanno chiesto la possibilità di devolvere in beneficenza parte degli articoli sequestrati: il Tribunale di Torino, accolta l’istanza e rilevata l'effettiva esigenza e il sicuro utilizzo a fini umanitari della merce confiscata, ne ha disposto la devoluzione.

La consegna del materiale, prevalentemente maglie e maglioni visto l’approssimarsi dei mesi più freddi, è avvenuta presso la sede del Cottolengo, nel quartiere Aurora, evento a cui hanno assistito, in rappresentanza dell’opera pia, alcuni religiosi che giornalmente prestano la loro opera caritatevole per i meno fortunati.

L’Istituto Cottolengo, dal nome del suo fondatore, il sacerdote piemontese San Giuseppe Benedetto Cottolengo, fin dai tempi della fondazione si è costituito in diverse comunità di ospiti e di religiosi, realizzando nel corso degli anni una varietà di servizi di assistenza ai bisognosi, privilegiando sempre le persone in stato di abbandono e in difficoltà.

L’iniziativa della Guardia di Finanza di Torino, si pone nel variegato quadro del costante impegno del Corpo a favore della collettività ove, a fianco alla lotta ad ogni forma di criminalità economico-finanziaria, trovano spazio diverse iniziative benefiche volte ad assicurare la vicinanza del Corpo ai più bisognosi in nome di una maggiore giustizia ed equità sociale. In tale «terreno comune», termini come «lotta alla contraffazione» e «solidarietà» si fondono in un connubio ideale.