19 settembre 2021
Aggiornato 01:00
Tecnologia

Linetime: ecco l’App torinese che combatte l’Alzheimer

La startup torinese Garycom ha rilasciato quest’anno il gioco LineTime. Il trivia, che sfida gli utenti a riordinare eventi storici in ordine cronologico, ha registrato più di 3.5 milioni di sfide giocate
Team Linetime
Team Linetime Ufficio Stampa

Tra le malattie che più ci spaventano vi sono sicuramente quelle degenerative legate alla perdita di lucidità, di capacità d’espressione e di memoria. I casi di demenza, visto il rapido invecchiamento della popolazione occidentale, sono destinati a triplicare nei prossimi 30 anni ed entro il 2050 ne sarà affetta 1 persona su 85 a livello mondiale.

Tra i 46 milioni di casi del mondo (uno ogni 3 secondi), a contrario della concezione comune, si registrano persone in un'età compresa tra i 30 e i 60 anni.

Cosa bisogna sapere e cosa possiamo fare per affrontare una malattia definita «una priorità di sanità pubblica» dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

Il nostro paese è ottavo per numero di persone affette, con 1.4 milioni di malati di cui 600.000 colpiti da Alzheimer. Purtroppo, essendo il nostro uno dei paesi più anziani al mondo, questo numero è destinato a crescere ed è necessario trovare presto delle soluzioni per curare, o perlomeno contenere, questo fenomeno.

Dal 1998, ci sono stati più di 100 tentativi di sviluppo incentrati su una cura per l’Alzheimer. Solo quattro sono state approvate e nessuna è una cura definitiva. Combinazioni di dieta ed esercizio fisico e mentale possono però rivelarsi efficaci.

LineTime: un'app per tenere allenata la memoria

La startup torinese Garycom ha rilasciato quest’anno il gioco LineTime. Il trivia, che sfida gli utenti a riordinare eventi storici in ordine cronologico, ha registrato più di 3.5 milioni di sfide giocate. Grazie a questi risultati il team è convinto di poter fare il salto di qualità necessario per sbloccare le vere potenzialità del prodotto.

Un boost determinante verrà dall’aumento di capitale (obiettivo 1 milione di euro, chiusura 31 dicembre 2020). Si tratta di una sfida importante per un’azienda giovane, ma è ciò che serve per sviluppare la versione 3.0 di un prodotto che non intende fermarsi al mondo del gaming. La startup ha infatti deciso di annunciare pubblicamente tutte le novità del 2021, e spicca tra queste un prodotto dedicato agli over 65, con specifiche funzionalità dedicate ai malati di Alzheimer.

«In Europa il 20% degli utenti ha una disabilità rilevante per la fruizione di prodotti digitali per come li concepiamo oggi e i casi di demenza sono destinati ad aumentare. L’esperienza utente, e i prodotti che sviluppiamo, devono considerare una fetta di popolazione che non può essere trascurata nel prossimo futuro - così dichiara Eugenio Garibaldi, fondatore e CEO della startup torinese, spiegando le motivazioni che l’hanno spinto a disegnare un’app semplificata che permetta a tutti di vivere un’esperienza di gioco normale.

L’app, per come è costruita, potrebbe rivelarsi molto utile proprio per l’Alzheimer, il cui contenimento si fonda su pratiche quotidiane come la meticolosa registrazione degli eventi della giornata, da ripassare periodicamente per non perdere l’ordine delle cose. La funzionalità «Crea la tua storia» e «Rivivi la tua storia» servirà proprio ad aiutare i malati in questa pratica che spesso rischia di essere trascurata, ma che se resa semplice e divertente potrebbe rivelarsi molto efficace per conservare ricordi preziosi.

«Un progetto come questo ha secondo noi un forte potenziale, proprio grazie alla sua componente ludica e semplice. Per questo come presidente dell’Associazione della fondazione San Secondo per la Ricerca sull’Alzheimer ho scelto di dare piena disponibilità nell’ambito dello sviluppo e del monitoraggio degli effetti dell’applicativo»- Così incoraggia Don Mario Foradini, presidente della fondazione che ha progettato la Clinica della Memoria di Torino.

«Poter fornire supporto in questo senso è per noi la sfida più importante. Grazie alle risorse a disposizione e al supporto di realtà come la Clinica della Memoria di Torino crediamo di poterci riuscire e questo ci dà molta fiducia per il futuro» conclude così Eugenio Garibaldi.