23 agosto 2017
Aggiornato 23:00
Vincenzo Patitucci e il Parlapà

«Il pane che avanzo lo metto fuori per i più bisognosi», la solidarietà di Vincenzo (27 anni) in via Saluzzo

«C’è chi mi fa i complimenti e chi viene da me piangendo, ma non lo faccio per farmi pubblicità, lo faccio perché so che quello che per me non costa nulla può invece essere di grande aiuto per qualcun altro»

TORINO - E’ tempo di crisi per tutti e così c’è chi, nel suo piccolo e per quel che può, prova a dare una mano al prossimo senza chiedere nulla in cambio. Questo è il caso di Vincenzo Patitucci, un ragazzo di 27 anni che da 8 mesi ha in gestione il bar Parlapà di via Saluzzo 89 e che, da qualche tempo, è solito mettere un cesto con il pane della giornata avanzato fuori dal suo locale cosicché i più bisognosi possano avere qualcosa da mettere sotto i denti. Un gesto nobile che nasce da un ragazzo con una storia come tante alle spalle, come quella di tanti giovani che cercano un lavoro trovandosi tante porte chiuse in faccia. «So il momento che in tanti attraversano dove anche solo comprare il pane ogni giorno diventa difficile», ci spiega, «ed è per questo che ho deciso di mettere ciò che mi avanza dalla giornata lavorativa fuori dalla porta quando chiudo la saracinesca».

Un gesto apprezzato da molti, anche se…
Mettere fuori dalla porta della panetteria il cesto con il pane ha fatto diventare Vincenzo una sorta di paladino. «C’è chi mi fa i complimenti e chi viene da me piangendo, ma non lo faccio per farmi pubblicità, lo faccio perché so che quello che per me non costa nulla può invece essere di grande aiuto per qualcun altro». Parole che, dette da un 27enne che ha parecchi costi tra gestione e affitto del locale, fanno riflettere. Se nei primi giorni il pane lo ritrovava intatto la mattina, con il passare delle settimane sempre più bisognosi si sono serviti di quel che Vincenzo regalava. Quello che fa però non piace proprio a tutti. Negli ultimi giorni molte volte è sparito il cestino con il pane, oppure lo ha trovato nella spazzatura. Lui però non ha troppi dubbi su quello che deve fare: «Io comunque vado avanti, almeno fino a quando riesco».

La lettera del sindaco Piero Fassino
Il gesto quotidiano di Vincenzo non è passato inosservato. Il suo pane lasciato per chi ne ha bisogno è giunto fino al Palazzo del Municipio e il sindaco Piero Fassino in persona ci ha tenuto a scrivere una lettera al ventisettenne, congratulandosi. «Gentile signor Patitucci», scrive il primo cittadino, «sono i piccoli gesti che cambiano le cose. Ho sentito il desiderio di scriverle per dirle la mia gratitudine e la sensazione di vicinanza umana che il suo gesto mi ha provocato. Sapere che ci sono persone che pensano agli altri è un conforto e ci fa sentire a nostra volta più forti».

Piccolo episodio spiacevole con la polizia municipale
Vincenzo Patitucci prima di chiudere il locale è solito mettere il cesto con il pane fuori dal Parlapà e vicino un cartello: «Visto che è arrivato il freddo, lascerò tutte le sere del pane quando avanzerà in un cesto, per chi ha bisogno penso sia un ottimo gesto. PS Lasciatemi almeno il cesto». Due vigilesse, negli scorsi giorni, lo hanno bacchettato per quel cartello e per un altro messi sul «suolo pubblico». Dopo un’iniziale timore di dover pagare una multa di oltre 3.500 euro, il giovane barista ha ricevuto la rassicurazione della polizia municipale sulla non sanzione, a patto che quei cartelli (quello del pane compreso) stessero nella sua proprietà. E così è stato.