23 ottobre 2017
Aggiornato 06:00
La mostra al Museo Egizio di Torino fino al 4 settembre

«Il Nilo a Pompei»: quando l'Egitto incontra la romanità

Trecentotrenta reperti provenienti da 20 musei italiani e stranieri. Per la prima volta vengono esposti a Torino reperti di grande valore provenienti da Pompei, come gli affreschi del Tempio di Iside o quelli della Casa del Bracciale d'Oro.

TORINO - Trecentotrenta reperti provenienti da 20 musei italiani e stranieri che raccontano le tappe della diffusione di culti e contaminazioni artistiche dall'antico Egitto all'Italia del periodo romano. È il senso della mostra «Il Nilo a Pompei - Visioni d'Egitto nel mondo romano», aperta sino al 4 settembre al Museo Egizio di Torino.

Nove le sezioni espositive che portano idealmente in viaggio da Alessandria d'Egitto alla greca Delo fino a Pozzuoli, Cuma, Benevento, con un particolare focus su Pompei ed Ercolano. Per la prima volta vengono esposti a Torino reperti di grande valore provenienti da Pompei, come gli affreschi del Tempio di Iside o quelli della Casa del Bracciale d'Oro.

È la prima tappa del progetto «Egitto - Pompei», frutto della collaborazione tra il Museo Egizio, la Soprintendenza di Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Il direttore generale della Soprintendenza di Pompei, Massimo Osanna, a Torino per tenere a battesimo la mostra si è detto molto lieto di questa collaborazione, perché Pompei sta vivendo un momento di grande dinamismo.

«Questa mostra fa vedere in maniera nuova come Pompei sia uno dei nodi di questo network mediterraneo che a Pompei abbiamo documentato con moltissimo materiale», spiega Osanna. «Non solo i culti come quello di Isis, di cui Pompei è una testimonianza significativa, ma anche con materiali legati al commercio come il trasporto delle merci che arrivavano a Pompei dall'Egitto, da tutto il Nordafrica e dal vicino Oriente e qui raccontiamo proprio queste connessione mediterranee», ha concluso il soprintendente di Pompei.

Si parte da Pompei, il sito archeologico più importante d'Italia, per osservare come l'Egitto abbia profondamente influenzato il nostro paese, ha aggiunto il direttore dell'Egizio Christian Greco. «La globalizzazione non è un invenzione del XX secolo, nel Mediterraneo esisteva già nei tempi antichi», ha sottolineato Greco.