23 ottobre 2017
Aggiornato 06:00
In giro per la città di Torino

Tagliare o non tagliare la linea 6 di Gtt? Questo è il dilemma. Il nostro viaggio per capire meglio la situazione

Nata per portare i pellegrini durante l'Ostensione della Sindone, il tram della linea 6, che va da piazza Statuto a piazza Hermada, sta facendo discutere. Sarebbe meglio dirottare le risorse o continuare a insistere per convincere soprattutto gli studenti?

TORINO - Sessanta passeggeri in media su un tram lungo oltre 30 metri e che passa ogni 15 minuti sono un numero tale da tagliare una linea del trasporto pubblico? Per l’amministrazione comunale di Torino no, anzi, quello del tram 6 non è un caso ma diventa un obiettivo e uno strumento utile per sgravare la linea 68 di carichi eccessivi e per servire centinaia e centinaia di studenti ogni giorno che al momento non conoscerebbero bene le potenzialità della linea. Ma facciamo un po’ di chiarezza: la linea 6 del trasporto pubblico torinese, quel tram lungo 34 metri che va da piazza Statuto a piazza Hermada, è nato principalmente per servire i pellegrini arrivati a Torino per vedere la Sindone. Finita l’Ostensione è venuta forse a mancare quell’utilità iniziale e i passeggeri sono diminuiti giorno dopo giorno, tanto da far diventare il tram 6 un caso.

Il dilemma: tagliare o non tagliare la linea?
Il dubbio è sacro. Un tram che non si riempie praspticamente mai e che percorre 200mila chilometri all’anno con decine di passaggi ogni giorno per molti è uno spreco di risorse. E così c’è chi si chiede se serva davvero tenere la linea attiva o se utilizzare le risorse in altro modo, come il capogruppo della Lega Nord Fabrizio Ricca che bacchetta l’amministrazione e chiede se non sia possibile gestire il tutto con un mezzo diverso. «Anche perché si potrebbe anche pensare di ripristinare linee, come il tram 3, molto più utili e molto più utilizzate». L’equazione non è però di così facile soluzione. Se è vero, testato con mano, che la linea è attualmente poco sfruttata, è anche vero che le intenzioni dell’attuale assessorato ai Trasporti sono un qualcosa ancora da perseguire.

Una linea in primis per gli studenti
Ogni giorno sono centinaia e centinaia i giovani che si recano al Campus Einaudi. E proprio loro sono i primi a poter usufruire della linea 6 secondo l’assessore Lubatti. «Uno degli obiettivi che ci eravamo imposti non è stato ancora raggiunto ma è raggiungibile», dice proprio Lubatti, «Serve per gli studenti del Centro Universitario. Attualmente abbiamo un problema di carico sulla linea 68, ecco perché non possiamo e non vogliamo tagliare la linea 6. Anzi a breve partirà una campagna per gli studenti universitari, per evitare che il 68, soprattutto la mattina con l’inizio delle lezioni, sia stracolmo». A parole sembra semplice, ma è nei fatti che il piano dell’amministrazione fino a oggi non ha funzionato. Gli studenti universitari continuano dunque a scegliere di arrivare alla stazione di Porta Nuova per poi prendere il 68 quando potrebbero optare per Porta Susa e spostarsi con il 6. «Partirà una campagna mirata sia all’università sia a Porta Nuova per spiegare che c’è una linea più veloce e più comoda rispetto al 68. Se non avremo una risposta positiva valuteremo il da farsi. Per il momento comunque per il 6 valutazione positiva». Oltre a verificare se le cose cambieranno, in atto ci sarebbe anche una possibile modifica al percorso per far passare la linea da via Pietro Micca e per i Giardini Reali.