19 ottobre 2017
Aggiornato 14:30
Cronaca

L'arte di vincere, al J-Museum la mostra che unisce il calcio alla cultura

Trentaquattro opere per trentaquattro scudetti: la mostra, curata da Luca Beatrice, ripercorre i trionfi bianconeri attraverso le opere d'arte moderna e contemporanea

TORINO - Chi l'avrebbe mai detto che un giorno Giampiero Boniperti sarebbe stato esposto a fianco di un "Fontana", o che le gesta di Pogba e Dybala sarebbero state accompagnate da una statua di Mosè? Eppure è successo e tutto questo è stato reso possibile da Luca Beatrice, curatore della mostra «L'arte di vincere», da oggi e fino al 2 ottobre esposta al J-Museum.

Dal 1905 al 2016, una storia di scudetti
Accostare l'arte al calcio è senza dubbio un parallelismo innovativo, ma sicuramente pertinente. L'obiettivo della mostra «L'arte di vincere» è ambizioso: raccontare i trentaquattro scudetti vinti dalla Juve attraverso opere pregiate, di assoluto valore. D'altra parte la storia bianconera è secolare e la mostra offre moltissimi spunti di riflessione. Il cammino "calcistico" del visitatore inizia nel 1905, con il primo scudetto accompagnato da uno straordinario bozzetto di Giacomo Grosso, per terminare con l'impresa calcistica più bella: quella del tricolore in rimonta firmata Massimiliano Allegri. 

Arte e calcio, un connubio vincente
In mezzo, come detto, un viaggio di oltre 100 anni nella storia artistica italiana. Un connubio perfetto, che solo agli occhi può sembrare azzardato. «In fondo questi due territori apparentemente così distanti, sono in realtà più vicini di quello che sembra», spiega Luca Beatrice. E chissà che anche i tifosi più sfegatati, immergendosi in questi capolavori, non possano iniziare ad apprezzare l'arte sperando di aggiungere, anno dopo anno, ulteriori opere a una collezione già così prestigiosa e unica in Italia. Proprio come la Juventus.