26 giugno 2017
Aggiornato 17:30
Sostenibilità ambientale

Torino sostenibile, Fassino: «Ogni parco pubblico sarà una palestra a cielo aperto»

Tematiche green quelle affrontate dal sindaco uscente al Circolo Armida di viale Virgilio. Con una stoccata finale ai Cinquestelle: «Qualcuno dica loro che quello del Gerbido non è un inceneritore»

TORINO - Ridurre le emissioni e incentivare le imprese che acquistano prodotti ecocompatibili. Ma anche trasformare i parchi pubblici in «palestre a cielo aperto» e installarvi attrezzature per bambini disabili. Sono le principali sfide che si propone di realizzare Piero Fassino nei prossimi anni di amministrazione cittadina, qualora dovesse uscire vincitore dal ballottaggio elettorale in programma domenica 19 giugno. 

Da città industriale a città sostenibile 
«Siamo una città industriale che ha deciso di sposare la sostenibilità», ha detto il sindaco uscente in occasione dell’incontro «Torino più pulita. Più verde e più bella», svoltosi al Circolo Armida di viale Virgilio. «Anni fa il termine ‘industriale’ era incompatibile con ‘sostenibile’, ma noi abbiamo dimostrato che non è così. Oggi Torino è, tra le prime città d’Italia, quella che ha la quantità più ampia di verde pubblico, con 24 metri quadrati a disposizione per ogni cittadino. Non solo. Abbiamo anche un grande patrimonio arboreo, con ben 180mila alberi».

Gli obiettivi futuri 
Prossimo obiettivo, aumentare gli investimenti a favore dell’ambiente e delle scelte ecologiche. «Siamo passati dal 53% degli acquisti pubblici nel 2011 al 72,18% nel 2014 - ha proseguito Fassino - ma il nostro traguardo è raggiungere l’80% nel 2016». Il sindaco uscente ha inoltre promesso l’istituzione di un’agenzia del verde metropolitano - che coinvolgerà Città di Torino, Città Metropolitana ed enti ambientali - oltre al completamento del Progetto Vento, la pista ciclabile che collegherà Torino a Venezia e la cui stazione nel capoluogo piemontese sarà quella del Motovelodromo «Fausto Coppi».

La «stoccata» ai Cinquestelle
Infine, sul tema smaltimento-rifiuti, il sindaco uscente non ha risparmiato una stoccata ai suoi rivali, in vista del prossimo ballottaggio: «Vorrei ricordare ai Cinquestelle che quello del Gerbido non è un inceneritore bensì un termovalorizzatore. Coloro che confondono questi due termini evidentemente non sanno di cosa stanno parlando».