12 dicembre 2017
Aggiornato 22:30
Elezioni comunali di Torino 2016

Fassino chiude la campagna elettorale: «Al voto con fiducia. Siamo i più credibili»

Discorso finale alla scuola Holden: «Gli avversari? Vogliono una Torino più piccola, noi la vogliamo più grande. E nessun cittadino mi ha chiesto il reddito di cittadinanza»

TORINO - «Guardiamo con fiducia al voto di domenica, perché sappiamo di aver governato bene in questi cinque anni». E’ un Piero Fassino sereno ed ottimista quello che, dalla scuola Holden di Borgo Dora, si è rivolto ai suoi sostenitori nella giornata di chiusura della campagna elettorale.

Fiducia per il futuro di Torino
Il sindaco uscente ha parlato di fronte a centinaia di persone, tra cui anche il presidente regionale Chiamparino e il primo cittadino di Milano Pisapia. «A differenza di altri, noi abbiamo incentrato la nostra campagna su Torino e i torinesi - così Fassino - e due fattori ci danno forza in vista del ballottaggio. Primo: siamo consapevoli di quanto fatto in questi anni, dove nonostante i problemi dovuti alla crisi abbiamo investito tante risorse in cultura, turismo e inclusione sociale. Secondo: ora che la situazione economica lo permette, abbiamo in serbo un grande progetto per questa città, che puntiamo a far crescere creando nuove opportunità di lavoro per tutti e per i giovani in particolare».

«Gli avversari? Sanno solo dire no»
Lo spirito si fa poi battagliero nel momento di lanciare le ultime stoccate ai suoi avversari: «Loro vogliono una Torino più piccola, noi la vogliamo più grande. In questi mesi ho girato i quartieri e incontrato tantissimi genitori preoccupati per il futuro dei propri figli, tuttavia nessuno di loro mi ha chiesto il reddito di cittadinanza. Le domande erano incentrate solo ed esclusivamente sul lavoro, perché è il lavoro che restituisce dignità alla persona, non il reddito». Sulle grandi opere: «Ne abbiamo realizzate tante e altre ancora ne realizzeremo, perché noi pensiamo in grande. A coloro che invece sono solo capaci di rispedire al mittente ogni proposta, vorrei chiedere come pensano di risolvere il problema del lavoro e della crescita dicendo sempre di no».

«Siamo la proposta più credibile»
Infine, un pensiero agli astenuti e a chi al primo turno ha votato per altri schieramenti: «A ognuno di loro chiedo: chi vuoi come sindaco per la città in cui vivi e in cui vivono la tua famiglia e i tuoi figli? Domenica non è un voto né pro o contro qualcuno né pro o contro il governo. E’ un voto esclusivamente per la città di Torino e noi, per questa città, siamo la proposta più credibile».