24 ottobre 2017
Aggiornato 07:30
La fontana della discordia

Cantieri infiniti e soldi sprecati: il futuro della fontana di piazza Benefica è un rebus

L’impalcatura è presente ormai da due anni. I residenti ne chiedono da tempo la rimozione, ma i costi per lo spostamento sono davvero vertiginosi e con il cambio d’amministrazione nulla è certo

TORINO - La chiamano «Fontana impacchettata» o anche «Fontana della discordia». Probabilmente avete capito di quale opera d’arte stiamo parlando: di quella che, in origine, avrebbe dovuto essere la «Fontana di vetro» di piazza Benefica.

1000 euro al mese per l'affitto delle impalcature
Mai accettata da residenti e operatori del mercato, la fontana è di fatto protetta da impalcature e ponteggi da ormai due anni a causa di alcuni guai strutturali. Uno spettacolo triste e brutto da vedere, ma anche doloroso per le casse comunali. Si, perché quella gabbia protettiva formata da tubi, che non è altro che un supporto ai lavori di manutenzione, costa la bellezza di 1000 euro d’affitto al mese.

Il futuro è un rebus
Quali possibili soluzioni, dunque? Una delle idee principali era quella di trasferire l’opera dell’artista greco Costas Varotsos al giardino Nicola Grosa, situato tra il Palazzo di Giustizia e il grattacielo intesa San Paolo. Piccola nota: lo spostamento avrebbe un costo di 170mila euro. Una cifra decisamente esosa, soprattutto se sommata a quanto speso fin ora per la mala gestione della fontana. La situazione, già di per sé complicata, potrebbe mutare nuovamente visto che tra una settimana in Consiglio comunale si siederà un’altra amministrazione, quella di Chiara Appendino.