23 ottobre 2017
Aggiornato 06:00
L'arresto

’Ndrangheta, preso latitante Femia: «Arrestato in cucina mentre guardava la partita»

«Sorpreso al buio e con gli auricolari alle orecchie», così il maggiore dei carabinieri Caputo. L’arresto è avvenuto in zona Pozzo Strada

TORINO - «Quando abbiamo fatto irruzione era in cucina a guardare Croazia-Portogallo in tv», così il maggiore Andrea Caputo descrive gli istanti - piuttosto curiosi - che hanno portato all’arresto di Vincenzo Femia, 42enne latitante membro della ’ndrina Femia, una delle più importanti a livello nazionale. Arresto che va a inserirsi nell’ambito di «Minotauro», complessa operazione in atto da anni contro le più potenti famiglie della ‘ndrangheta operanti tra Torino e la Calabria e che ha già portato a numerose condanne. 

Denunciato il padrone dell'alloggio
«A incastrarlo è stata una scheda telefonica intestata a un soggetto deceduto», continua il maggiore. L’irruzione è avvenuta al quarto piano di un appartamento in zona Pozzo Strada: «L’abbiamo sorpreso al buio e con gli auricolari alle orecchie, bloccandolo nel giro di pochissimi secondi senza incontrare alcuna resistenza da parte sua». Al padrone dell’alloggio, che ai militari ha dichiarato di non sapere nulla della latitanza di Femia, è stata recapitata una denuncia per favoreggiamento, in quanto in casa sono stati trovati articoli di giornale relativi all’operazione Minotauro. 

Latitante dallo scorso 12 maggio 
Femia, che risultava latitante dal 12 maggio scorso, è stato preso dopo numerosi appostamenti da parte dei carabinieri, i quali lo hanno notato più volte uscire sul balcone per stendere i panni. Per non destare sospetti era solito non accendere mai le luci dell’appartamento durante la sera. In casa è stato trovato un personal computer, immediatamente sequestrato dagli investigatori.