17 agosto 2017
Aggiornato 23:00
Alla Galleria Sabauda

Due «Veneri» di Botticelli in mostra a Torino nella Galleria Sabauda fino al 18 settembre

Dal 19 luglio e fino a oltre la metà del mese di settembre, due dipinti di Botticelli raffiguranti la Venere resteranno esposti a Torino nella Galleria Sabauda. Un'occasione unica visto che uno dei due quadri arriva per l'evento da Berlino

TORINO - Sapevate che Sandro Botticelli, il celebre pittore fiorentino del Quattrocento, aveva dipinto non una sola Venere, quella famosa della nascita conservata negli Uffizi, ma ben quattro? E soprattutto sapevate che uno di questi inestimabili quadri è all’interno della Galleria Sabauda di Torino? Bè, se non ne eravate al corrente non vi preoccupate, in tanti non lo sanno, ed è anche per questo che i Musei Reali hanno allestito la mostra «Venere incontra Venere» grazie all’esposizione eccezionale non solo del dipinto «di Torino», ma anche di quello solitamente conservato a nei musei statali Germaldegalerie di Berlino che rimarrà in città e sarà visitabile fino al prossimo 18 settembre.

La mostra «Venere incontra Venere»
Come due «gemelle diverse» ma profondamente unite, le due Veneri di Botticelli si specchiano una nell’altra nella contenuta ma eccezionale mostra «Venere incontra Venere». Si tratta di due opere ispirate alla dea che Botticelli dipinse con la collaborazione della sua bottega. Oltre alla celebre «La nascita di Venere» che, come abbiamo già detto, è conservata agli Uffizi di Firenze, il maestro ne realizzò altre, di cui solo tre giunte fino a noi: la Venere «di Torino», la sorella conservata presso la Gamäldegalerie di Berlino, entrambe realizzate nel 1490, e una terza che fa parte di una collezione privata svizzera. La mostra, che rimarrà visitabile fino a oltre la metà di settembre, inaugura lo spazio confronti della Galleria Sabauda, dedicato ad allestimenti di ridotte dimensioni che metteranno due o più opere talvolta a confronto, talvolta in dialogo, per far scoprire al pubblico i tanti parallelismi e legami dell’arte attraverso le epoche.

La Venere di Botticelli torinese
La Venere «di Torino» proviene dalla collezione Gualino. La prima traccia dell’opera risale al 1844 quanto fu acquistata da un reverendo inglese, che in seguito la cedette a un barone. L’opera si pensava perduta nell’incendio della casa di quest’ultimo ma fu ritrovata dagli eredi da cui la acquistò il grande collezionista biellese Riccardo Gualino. Nel 1930 la Venere realizzata da Botticelli con la collaborazione dei suoi allievi divenne patrimonio della Galleria Sabauda. In precedenza la Venere «di Torino» è stata esposta in Cina (Pechino, Hong Kong e Macao), in Giappone (a Tokyo) e insieme all’opera berlinese anche a Londra e Berlino. La presenza di una Venere di Botticelli nel capoluogo piemontese è poco nota al grande pubblico: questa mostra rappresenta dunque un’importante occasione per avvicinare nuovi visitatori ai capolavori conservati nei Musei Reali. L’opera inoltre è richiestissima nelle grandi mostre internazionali e sarà una delle ambasciatrici dei Musei Reali nel mondo.