19 ottobre 2017
Aggiornato 14:30
Luisa Trombetti a Rio

Luisa Trombetti, il sogno chiamato Olimpiade dell'unica nuotatrice torinese a Rio 2016

Dopo anni di sacrifici, allenamenti e ore interminabili passate in piscina, la studentessa torinese si appresta a vivere l'emozione della prima Olimpiade: "Prima Rio, poi la laurea. Ma la mia passione resta è il nuoto...". Intanto è già da record: è la prima donna della Rari Nantes Torino a partecipare ai Giochi Olimpici

TORINO - Dalle vasche di Torino alla piscina olimpica di Rio de Janeiro. Un tuffo lungo 9.145 chilometri, tanti quanta la distanza tra il capoluogo piemontese e la città brasiliana in cui si disputeranno i Giochi della XXXI Olimpiade. La valigia di Luisa Trombetti, nuotatrice 23enne della Rari Nantes Torino e delle Fiamme Oro Roma, è indubbiamente pesante. Al suo interno tantissime sensazioni contrastanti tra loro: l’emozione per la prima partecipazione a una rassegna olimpica con i colori della Nazionale italiana, l’orgoglio di essere l’unica nuotatrice torinese presente a Rio, la prima atleta della Rari Nantes e la tensione per l’impegno sportivo più importante di tutta la carriera.

Olimpiadi, laurea e vita privata: Luisa si racconta
Una carriera iniziata da neonata, quando la mamma la buttò in quella vasca piena d’acqua mista a cloro, poi diventata vero e proprio habitat della nuotatrice torinese, e che oggi raggiunge il punto più alto. Dopo i successi in Italia e in Europa, per Luisa Trombetti è giunto il momento di affrontare la sfida più difficile: l’Olimpiade. L’abbiamo incontrata nel giorno dell’ultimo allenamento torinese, poco prima di volare verso quel Brasile che si spera le riservi grandi sorprese. Determinata e concentrata, tra un tuffo e una bracciata, Luisa ci ha raccontato cosa vuol dire, a 23 anni, partecipare ai Giochi Olimpici difendendo i colori della Nazionale italiana e qualche curioso dettaglio sulla sua vita «non sportiva».

Luisa, buongiorno. Ultimo allenamento «torinese, poi si parte per il Brasile. Quanto è grande l'emozione per te?
«Tantissima emozione, così come la voglia di far bene. Stiamo rifinendo la preparazione qui, poi in Brasile farò altri dieci giorni d'allenamento prima di trasferirmi a Rio».

Hai vinto in Italia, in Europa ma questa è l'avventura più grande della tua carriera. Sei giovane, ma nuotatrice da una vita intera. Ti senti arrivata all'apice della tua carriera?
«Si, in questi ultimi anni è stato un crescendo di risultati ma questo è stato l'anno migliore. Adesso in Brasile proverò a fare ancora meglio».

La Rari Nantes ha sempre dato alla Nazionale di nuoto italiana atleti molto importanti, come Filippo Magnini. E' importante per te esser paragonata ed essere in squadra a sportivi simili?
«Sicuramente quando ho dovuto scegliere in quale società nuotare, a circa otto anni, il fatto che la Rari Nantes abbia avuto grandi campioni è stato un fattore molto importante. Con Filippo sarò in Nazionale insieme e mi potrà dare ottimi consigli».

Oggi è tutto bello, ma dietro questo risultato ci sono anni e ore interminabili di allenamento e sacrifici.
«Sono stati fondamentali, senza sacrifici sarebbe stato impossibile arrivare dove sono adesso. Anche quando ero piccolina e le mie amiche mi chiedevano di uscire al pomeriggio, io comunque sono sempre venuta ad allenarmi. L'ho fatto con piacere, il nuoto è sempre stata la mia passione e ora, ottenendo i risultati, lo è diventata sempre di più».

E' difficile far coincidere la vita sportiva con la vita privata? Cosa fai tu nella vita, oltre a praticare nuoto?
«Io studio economia aziendale, sto provando a laurearmi anche se diciamo che l'Università di Torino non apprezza molto il percorso sportivo. Anzi penso non sappiano nemmeno che ci sono dei loro studenti che partecipano all'Olimpiade. Io comunque ce la sto mettendo tutta: voglio conseguire la laurea».

Hai ricevuto attestati di stima dall'Università, per essere l'unica nuotatrice e studentessa torinese a Rio?
«No, dall'Università assolutamente niente e nemmeno dal Comune di Torino. Magari verrà tutto dopo, penso che sarà così. Non penso di aspettarmelo dall'Univesità però».

Tornando al rapporto con il nuoto, Luisa ci racconta il suo primo contatto con l'acqua.
«Il primo contatto con la vasca? Non avevo nemmeno tre mesi, mia mamma mi ha portato subito a fare acquaticità subito perché per i miei genitori è sempre stato fondamentale che io e mio fratello imparassimo a nuotare. Poi la passione per il nuoto è arrivata pian piano, le prime gare intorno agli otto anni».

Siamo sicuri che l'Olimpiade sarà un successo, vogliamo augurarti in bocca al lupo da parte tutti gli amici del Diario di Torino. Ti aspettiamo a fine rassegna, perchè tu possa raccontarci le emozioni di quest'esperienza.
«Crepi il lupo, grazie mille e ci vediamo a settembre: alla fine delle vacanze e delle Olimpiadi».

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