26 giugno 2017
Aggiornato 07:00
Dalla Sala Rossa

L’ex assessore bacchetta la consigliera grillina: «Siamo stati eletti e non staremo zitti. Se ne faccia una ragione»

Stefano Lo Russo, fino a qualche mese fa assessore all'Urbanistica e oggi capogruppo del Pd, ha risposto a tono a Monica Amore, consigliera del Movimento 5 Stelle che aveva preso parola sul tema dell'ex Moi di via Giordano Bruno

TORINO - Se nei primi due Consigli comunali i 24 consiglieri di maggioranza, quelli del Movimento 5 Stelle, erano stati perlopiù ad ascoltare, fatto salvo per il capogruppo Alberto Unia, parlando di Salone del Libro e di ex Moi gli animi in Sala Rossa si sono scaldati per la prima volta. In particolare la consigliera Monica Amore, eletta dopo cinque anni passati nella Circoscrizione 10, sul tema riguardante le arcate di via Giordano Bruno ha preso parola e ammonito i consiglieri del Partito Democratico che erano intervenuti prima di lei dicendo loro di non scandalizzarsi troppo per la decisione di Università e Politecnico di tirarsi indietro da un progetto che avrebbe visto l’area trasformata in favore di un polo di ricerca di innovazione e di ricerca sulle tecnologie sanitarie: «Non è colpa dell’attuale Giunta», ha detto Amore, «L’occupazione delle palazzine è un fatto che perdura da molto tempo e di fronte al quale l’Amministrazione uscente è sempre stata sorda. Voglio ricordare all’attuale minoranza che prima di parlare bisognerebbe sapere bene le cose».

La risposta del capogruppo del Pd Lo Russo
Dopo anni passati in Sala Rossa ad ascoltare le opposizioni della minoranza si è fatto una certa esperienza. Il capogruppo del Partito Democratico, nonché ex assessore all’Urbanistica Stefano Lo Russo, ha chiesto la parola al presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci per bacchettare la collega Amore. «Sono un po’ in imbarazzo e chiedo scusa alla consigliera Amore», ha esordito, «non me ne voglia, ma noi non solo non staremo zitti, ma noi siamo stati eletti tanto quanto lei e anzi forse sotto il profilo strettamente personale con un leggerissimo grado di legittimazione superiore per parlare. Quindi la tranquillizzo, siccome noi non abbiamo nulla da rimproverarci, anche se siamo consapevoli di aver fatto degli errori e ce ne scusiamo, ma d’altronde abbiamo perso le elezioni e conseguentemente i cittadini hanno scelto, però noi non staremo zitti. E’ compito della minoranza consiliare fare determinate cose, se ne faccia una ragione».