26 giugno 2017
Aggiornato 17:30
Reportage dal fiume Po

Il Po vicino a piazza Vittorio è verde, giallo e marrone: non è sporcizia, ecco qual è il problema

Per vedere più da vicino quella «sporcizia» abbiamo chiesto al Circolo Canottieri Esperia di accompagnarci. A bordo di un piccolo motoscafo abbiamo percorso un tratto da piazza Vittorio Veneto al parco del Valentino

TORINO - E’ un problema più serio di quello che si pensi e non solo dal punto di vista estetico. Quelle chiazze nel fiume Po verdi, gialle e in alcuni punti anche marroni non sono sporcizia, o meglio non solo, ma sono alghe troppo cresciute. Una criticità che si presenta ogni estate e che però quest’anno sta dando più problemi del solito sia ai vari circoli che vivono il fiume tutto l’anno navigandolo con battelli, piccoli motoscafi e canoe, sia agli occhi di torinesi e turisti costretti a vedere un paesaggio rovinato dalla natura abbandonata a se stessa.

«L’acqua non è sporca, anzi. Il problema sono le alghe»
Per vedere più da vicino quella «sporcizia» abbiamo chiesto al Circolo Canottieri Esperia di accompagnarci. A bordo di un piccolo motoscafo abbiamo percorso un tratto da piazza Vittorio Veneto al parco del Valentino, abbastanza per vedere con i nostri occhi ciò che ci aveva detto subito l’istruttore Roberto Romanini: «L’acqua è pulita, c’è meno corrente e non c’è alcun problema di acqua sporca. Il problema semmai è la temperatura che fa crescere le alghe e nessuno le riesce a potare». Vero, l’acqua è limpida e nel tratto centrale si nota benissimo. Domanda semplice: «E perché nessuno si prende cura delle alghe?». Come sempre la risposta va a toccare l’aspetto economico. L’Amiat non ha gli strumenti per potersene occupare e il Comune di Torino non ha i fondi per poter acquistare o affittare i mezzi necessari per poter sistemare il letto del fiume ed evitare che ogni estate si ripresenti lo stesso scenario.

Il panorama «verde» fino alle prime piogge
Il caldo non solo fa fiorire le alghe, ma di pari passo con l’assenza di piogge la vegetazione si vede maggiormente e può proliferare senza alcun ostacolo. I problemi per le alghe arriveranno verso settembre/ottobre con l’arrivo del maltempo e con l’innalzamento del livello del fiume Po. «Non è una possibilità che ci si debba tenere questo brutto spettacolo per tutta l’estate, è una realtà», ci dice l’istruttore del Circolo Esperia Romanini, «la cosa peggiore è che tra le alghe si incagliano i rifiuti, questo è il vero problema».