21 agosto 2017
Aggiornato 21:00
Storie di Torino

Addio allo storico Caval 'D Brons di piazza San Carlo. Il proprietario: «Vi dico io la verità»

Il contratto di affitto del Caval 'D Brons è scaduto nel 2014. Da allora si è parlato di rinnovo ma a cifre diverse, molto più alte rispetto a quelle pagate sino a oggi. «Noi pagavamo oltre 12mila euro al mese di affitto che è già un’esagerazione, ma poi...»

TORINO - Da Frank Sinatra a Ricky Martin, da Toto a Sofia Loren passando per i reali di diversi paesi. Al Caval 'D Brons, uno degli storici locali di piazza San Carlo, sono passati davvero tanti cantanti, attori e vip in quasi settant’anni di apertura al pubblico. Non c’è torinese che non lo conoscesse e la notizia della chiusura per molti era poco più di uno scherzo. Invece no, nessuno scherzo, il Caval 'D Brons ha chiuso i battenti per sempre. Il perché ce lo siamo fatto raccontare da Vito Strazzella, il proprietario del Caval 'D Brons e del Caffè San Carlo, colui che da ormai due anni parlava della possibilità della chiusura definitiva e contro cui era riuscito a raccogliere migliaia di firme portate in Comune senza tuttavia riuscire a cambiare il destino del bar-pasticceria.

Problemi di affitto: «Da 12mila a 30mila euro al mese»
Il contratto di affitto del Caval 'D Brons è scaduto nel 2014. Da allora si è parlato di rinnovo ma a cifre diverse, molto più alte rispetto a quelle pagate sino a oggi. «Noi pagavamo oltre 12mila euro al mese di affitto che è già un’esagerazione», ci spiega Vito Strazzella, «poi ci è stato richiesto più del doppio della cifra oltre alla ristrutturazione del locale: ne avremmo avuto per altri centinaia di migliaia di euro che andavano a influire per almeno 30mila euro al mese. Cercate di capire…». Soldi, tanti, che il proprietario non si è sentito di poter garantire e così mese dopo mese, trattativa dopo trattativa, si è giunti alla conclusione che fino a poco tempo fa pareva impossibile. Eppure la storia del Caval 'D Brons parla di una crescita che in poco tempo lo aveva fatto diventare un punto di riferimento vero e proprio per chi transitava per Torino: «Il Caval 'D Brons ha vissuto il suo primo periodo d’oro tra gli anni Cinquanta e Sessanta quando ha avuto ospiti come Frank Sinatra, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Totò e tanti altri che lo avevano reso un locale internazionale. Altri bei momenti, e in questi c’ero già io, si sono vissuti con le Olimpiadi del 2006: qui si lavorava 24 ore su 24, ospitavamo la tv americana NCB, abbiamo servito i grandi artisti che erano a Torino per i giochi. E’ stato un momento bellissimo e si lavorava con grande gioia e grande passione. Era una festa continua. Il Caval 'D Brons è un album di ricordi infinito».

Il futuro del Caval 'D Brons?
I muri che per quai settant’anni hanno ospitato il Caval 'D Brons sono già stati ceduti a una società che ancora non ha svelato i propri piani. Si vociferava che Dolce e Gabbana volessero fare un atelier all’interno, ma voci più recenti parlano di un locale adibito a bar-ristorante che però non si potrà chiamare Caval 'D Brons: «Quello è di mia proprietà», ci fa notare Vito Strazzella, «il locale che tutti conosciamo non potrà rinascere in un’altra zona di Torino anche solo per il nome che nasce dal monumento ‘Cavallo di Bronzo’ di piazza San Carlo. In secondo luogo non è facile perché serve una qualità e spazi non facilmente trovabili in città». Per quanto riguarda la tradizione questa continuerà a vivere nel Caffè San Carlo, situato proprio di fronte al Caval 'D Brons e sempre di proprietà di Vito Strazzella, e in un altro piccolo punto vendita in via Accademia delle Scienze dove è nato il ‘bon bon’ e dove saranno proposti in primis prodotti di pasticceria.

(Il alto l’intervista video a Vito Strazzella)