12 dicembre 2017
Aggiornato 22:30
Metropolitana, cantiere infinito

Metropolitana, la rabbia dei negozianti di via Nizza: «Cantiere infinito, aiutateci o è la fine»

Polvere, rumore, vie chiuse e caos assoluto. Il termine dei lavori per il prolungamento della Linea 1 è slittato sino all’aprile 2018, causando danni enormi ai commercianti costretti ad avere a che fare con un cantiere senza fine

TORINO - Mentre si discute sulla linea 2 della metropolitana, decine di commercianti e famiglie ogni giorno hanno a che fare con un cantiere infinito: quello del prolungamento della linea metropolitana nel tratto di via Nizza compreso tra Lingotto e piazza Bengasi. Dopo anni di disagi (i lavori sono iniziati nel novembre 2012), per i negozianti è arrivata un’ulteriore doccia gelata: i lavori sono in ritardo e dovrebbero terminare nella primavera del 2018. Dovrebbero, perché non si tratta di certo del primo rinvio comunicato. Una situazione già di per sé critica e resa drammatica dalla possibilità che anche a cantiere completato i treni possano non partire per questioni di costi.

Giovanni Tantimonaco: "Ecco cosa vuol dire convivere con un cantiere"
Se i residenti possono lamentare alcune problematiche comunque fastidiose, le persone che maggiormente sono costrette a convivere con un cantiere senza fine e i disagi che ne conseguono sono i commercianti. Abbiamo dunque deciso di incontrare Giovanni Tantimonaco, che dal 2008 è titolare di un’attività commerciale in via Nizza 333. A soli tre due metri dalla porta del suo negozio (davanti alla futura stazione Italia 61-Regione Piemonte) ci sono le barriere che delimitano l’area del cantiere. Ne è venuto fuori un racconto che fotografa alla perfezione quelli che sono stati questi quattro anni di lavori: vie chiuse con pochi giorni di preavviso tramite un volantino, comunicazione pressoché inesistente, licenziamenti e serrande abbassate. Nel tratto di via Nizza compreso tra via Carampana e via Sommariva, in molti hanno chiuso. I commercianti hanno mollato, esasperati da una situazione sempre più difficile e drammatica.

I primi contatti con la nuova amministrazione
Nonostante tutto, i commercianti che provano ancora a esercitare la propria professione non si danno per «morti», anzi. La volontà e la determinazione di arrivare a fine lavori è tanta. Il grido d’aiuto dei negozianti è chiaro: «Ci serve un aiuto economico o qui chiudiamo tutto». Ci riusciranno? Dopo decine di colloqui e riunioni con Infra.To, la Circoscrizione e il Comune di Torino, i commercianti hanno avuto negli scorsi giorni i primi contatti con la giunta di Chiara Appendino. Il loro auspicio è che la le istituzioni riescano a sostenere le aziende, senza mai dimenticare che dietro le aziende ci sono dei volti, delle persone e delle famiglie.