23 giugno 2017
Aggiornato 17:30
Fontana di vetro

Via la «Fontana della discordia» da piazza Benefica: trovata una nuova collocazione

Disprezzata da residenti e ambulanti, la fontana era diventata simbolo del degrado e dell’incuria in quanto abbandonata e ingabbiata da alti ponteggi. Entro la primavera del 2017 verrà restaurata e spostata, mentre piazza Benefica sarà oggetto di un progetto di riqualificazione

TORINO - La «Fontana della discordia» saluta piazza Benefica: l’opera dell’artista greco Costas Varotsos, abbandonata a sé stessa e simbolo dell’incuria al centro del giardino Luigi Martini, verrà spostata in un’altra location entro la primavera del 2017. Una notizia accolta con piacere dai residenti e dagli ambulanti, che da diverso tempo chiedevano una soluzione a un problema irrisolto da più di due anni e sentitissimo in tutto il quartiere. 

Restauro e spostamento per 150.000 euro
La Fontana, oggi completamente avvolta da ponteggi diventati casa di una colonia di piccioni, «traslocherà» all’interno di un’area del Giardino Grosa, tra il tribunale di Torino e il grattacielo Intesa Sanpaolo. Il protocollo verrà siglato a breve dalla Città di Torino, dalla banca e dalla Fondazione Centro Conservazione e Restauro «La Venaria Reale». Intesa Sanpaolo infatti ha dato la propria disponibilità a sostenere il progetto di restauro e spostamento, per un contributo di 150.000 euro. In pochi mesi dunque, l’assessorato alla Cultura guidato da Francesca Leon pare aver trovato la soluzione a uno dei problemi più discussi dai residenti di piazza Benefica, che al termine dello spostamento della fontana sarà oggetto di un progetto di riqualificazione capace di coinvolgere Circoscrizione e cittadini.

Fontana di vetro, da simbolo del degrado a bene culturale rivalutato
L’auspicio è che la «Fontana della Discordia» possa tornare all’idea originale dell’artista greco Costas Varotsos, che quando la realizzò insieme all’impresa di costruzioni Dioguardi nel 1999 costruì un’opera alta circa 9 metri, con una struttura metallica inclinata in ferro e lastre triangolari di vetro sovrapposte all’interno di una vasca d’acqua. Da simbolo del degrado e dell’incuria a opera d’arte rivalutata e riapprezzata: è questa l’idea dell’assessorato circa la «Fontana di Vetro», che dovrebbe essere collocata sul lato di corso Vittorio Emanuele II del giardino Grosa.