18 novembre 2017
Aggiornato 22:00
Intervista

Il figlio di Trezeguet al Pala Ruffini per combattere sul ring: «Al calcio ho preferito la thai boxe...»

Figlio di uno dei più grandi attaccanti della storia della Juve, Aaron Trezeguet il 28 gennaio sarà sul ring a Thai Boxe Mania. Intervistato ha parlato del rapporto con lo sport e con suo padre

TORINO - Il 28 gennaio al PalaRuffini di Torino torna l’appuntamento con Thai Boxe Mania. Tra gli atleti saliranno sul ring ci sarà anche Aaron Trezeguet, il figlio dell’ex attaccante della Juventus e della nazionale francese. Sarà lui uno dei protagonisti della serata e la curiosità, visto il cognome importante, è d’obbligo.

Ciao Aaron, come ti sei avvicinato alla thai boxe?
Ho cominciato a 9 anni, qui alla palestra Thai Boxe Torino con Carlo Barbuto. Poi dopo un anno sono dovuto andare via e sono ritornato
quando avevo 14 anni. Dopo soli sei mesi ho fatto il mio primo incontro.

Che cos’è per te la thai boxe?
E’ difficile da spiegare: è la mia vita, la mia passione. Nel futuro voglio diventare un fighter professionista ed essere uno dei migliori
in Thailandia, riuscendo a fare di questo sport la mia professione. Quello che mi piace di più della thai boxe è il rispetto e il fatto
che è uno sport molto duro. Per poter salire sul ring devi sempre essere molto preparato.

Ricordi il tuo primo incontro?
Si, avevo vinto per ko al secondo round, ma quello che mi ricordo con più piacere è stato quello che ha segnato il mio esordio a Thai Boxe
Mania, la scorsa edizione. Quella sera ho capito realmente cosa vorrei fare nella vita.

Il 28 gennaio al PalaRuffini di Torino ci sarai anche tu. Quell’incontro avrà un sapore particolare?
Sì, perché combatto in casa: amo l’Italia e questo club è la mia vita. Sarà bellissimo!

Come ti stai preparando?
Mi sto allenando tutti i giorni per 4/5 ore insieme a tutti gli altri miei compagni. Ovviamente oltre all’allenamento sto curando anche
l’alimentazione.

Di fronte ti troverai Janczak Adam. Lo conosci?
Sì, ha uno stile «da picchiatore», tipico dei fighters francesi, ma sto lavorando per fare bene.

Come concili lo sport con gli impegni scolastici?
E’ difficile perché «se non vado bene a scuola non combatto» come dice la mamma. La mattina vado a scuola e il pomeriggio mi alleno, basta trovare la giusta quadra e si riesce a fare entrambi.

Hai praticato anche altre discipline sportive?
Ho provato un po’ di tutto tra cui il calcio e il basket ma non mi piacevano così tanto come la thai boxe.

Segui il calcio? Per che squadra tifi?
Tifo Juventus, anche se il calcio mi piaceva soprattutto quando giocava mio papà, ora non lo seguo molto. Il grande appassionato di calcio in famiglia è mio fratello piccolo.

Chiedi spesso a tuo papà dei consigli?
Lui mi aiuta molto nella mia carriera. Quando mi vede nervoso o quando ho paura prima di alcuni incontri mi dice di stare tranquillo e mi dà dei consigli.

Il tuo idolo sportivo?
Il mio modello di sportivo perfetto è mio papà. Lo ammiro molto e vorrei riuscire a diventare come lui.

C’è un suo gol che ti ricordi particolarmente?
Sono tantissimi, difficile sceglierne uno in particolare, anche perché io ero felice ogni volta che segnava.

Vai spesso allo stadio?
Ora non ho tanto tempo perché mi alleno tutti i giorni, ma quando ero più piccolo andavo di più.

Chi è il tuo fighter preferito?
Ne scelgo due, entrambi thailandesi: Phortorthor, allenato da Filippo Cinti, e Sudsakorn Sor Klinmee.